Si congettura « candentior » in luogo di « patentior » in Prop. 1, 16, 29 e si propone di leggere a 1, 16, 38 « quae solet ingrato dicere iura foro », facendo così del protagonista « exclusus amator » un giudice e scartandone perciò l' identificazione con Properzio stesso.
A 4, 3, 47-48 si riconosce un' allusione al Ponto Eusino, intendendo « pater » come corruzione di « fretus » e « africus » di « adstricto ».
A 4, 3, 51 si risolve la crux « te » leggendovi « mea »
