Il « Contra Parmenianum », opera di primo piano nella controversia donatista, rivela, per il numero di citazioni bibliche e per i criteri ermeneutici su cui si basa, una significativa valenza esegetica e lascia intravedere, per le modalità in cui riporta la « Scrittura », un accurato lavoro di revisione inquadrabile tra la prima e la seconda redazione
